XXIII Rassegna di Musica Corale 2°Appuntamento – Polyphoniae 2013

Domenica 26 Maggio alle ore 21 presso il Museo Civico S.Francesco di Nocera Umbra si terrà il secondo concerto della XXIII Rassegna di musica Corale, che vedrà protagonisti la Corale S.Cecilia di NOcera Umbra ed il Coro Laeti Cantores di Roma Entrambi direti dal maestro Angelo Gubbini. A questo concerto si avrà una replica Domenica 9 Giugno presso  Aula Magna Chiesa Valdese – Roma per la rassegna Polyphoniae 2013.

Vi riportiamo la presentazione del M°A.Gubbini:

Anche il concerto di quest’anno offrirà una caleidoscopica proposta di composizioni che permetteranno di mettere a confronto generi e stili diversi. Tuttavia possiamo individuare due temi centrali : la musica poli-corale classica e la musica per coro del ‘900 storico. 

Gli artisti classici si cimentavano nella composizione a piu’ cori per esaltare la magnificenza espressiva di alcuni testi liturgici ( che in questo caso sono tratti dal tempo di Natale ) ed anche per dimostrare il pieno possesso dell’arte contrappuntistica : possiamo immaginare l’effetto coinvolgente che potevano avere le esecuzioni nella cattedrale di San Marco a Venezia, dove gli esecutori venivano distribuiti nello spazio creando il celebre effetto dei cori spezzati.

Notevolissimo inoltre il risultato raggiunto anche nelle composizioni profane : Gabrieli si cimenta nella inconsueta pratica di rivestire i testi poetici con il doppio coro, dando vita ad intensissimi intrecci madrigalistici che non oscurano affatto la liricita’  del testo, intellegibilissimo.

Nel “Romancero gitano” Castelnuovo Tedesco dimostra tutta la sua familiarita’ con il mondo della musica popolare spagnola : ispirandosi agli stilemi del cante jondo, musica i versi di Garcia Lorca con una naturalezza e spontaneita’ sorprendenti.

Il cante jondo e’ uno stile vocale del flamenco e nel 1931 Garcia Lorca tenne  una conferenza volta a conservare la tradizione piu’ pura di questo canto : “ Il cante jondo si accosta al ritmo degli uccelli, alla musica istintiva del nero pioppo e delle onde, è anche un raro esempio di canzone primitiva, la più vecchia di tutta l’Europa, laddove i ruderi della storia, i suoi lirici frammenti sono divorati dalla sabbia, esso appare vivo come al primo mattino di sua vita…. è la sola canzone del nostro continente che si è conservata nella sua forma pura, perché nelle sue diverse composizioni, stili e qualità, essa ha in sé la musicalità primitiva della gente venuta dall’Oriente.”.

La suggestione di quest’opera sembra affondare le sue radici in un remoto universo, dalla cui oscurità il compositore suscita memorie arcane nell’inedito accostamento di coro e chitarra.  Commovente la dolcissima “Memento”  basata su una breve poesia di Lorca che Castelnuovo-Tedesco amava considerare come il proprio epitaffio per l’amore che nutriva nei confronti della chitarra e della Spagna.

Angelo Gubbini